Dipendere non è di per sé patologico, anzi: esso è strettamente collegato alla nostra vita fin da piccoli, quando non siamo autosufficienti e abbiamo bisogno di qualcuno che ci nutra, ci protegga, ci ami. Anche nella vita adulta una relazione chiede di “dipendere” dall’altro: dal suo corpo, dall’affetto che riceviamo.
Ciò che rende una dipendenza relazionale “patologica” è il non poterne fare a meno per vivere.
Molte persone si ritrovano incastrate in relazioni “opprimenti”, dove mancano spazi e tempi non condivisi, ovvero quei momenti in cui il partner non è presente.
In questa direzione è comune scambiare la gelosia estrema e il controllo sull’altro come segnali rassicuranti: “Mi cerca, ci tiene”.
Eppure, tutto questo conduce a dinamiche di controllo e di potere che tolgono ossigeno e poco hanno a che fare con l’amore reciproco.
Spesso il timore di essere abbandonati può condurre i partner ad incastrarsi in modalità ricattatorie e distruttive degli aspetti individuali.
Un lavoro di psicoterapia può aiutare la persona a stabilire confini relazionali più sani, a rintracciare il senso di sé e del proprio valore, accompagnandola nell’attraversare la paura della perdita che l’esperienza d’amore comporta.
Percorsi di psicologia e psicoterapia per adulti e adolescenti
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